mercoledì 10 giugno 2009

Gli Home benefits per regalare servizi o tempo libero


Le donne si sa, ci tengono meno allo status e questo fra l'altro spesso le penalizza, cito anche a questo proposito il libro "Le donne non chiedono" di Linda Babcock (da leggere!) comunque in tempi di crisi è inutile chiedere aumenti, potrebbe essere invece l'ora di trattare sui benefits che sono un costo riducibile per le aziende, non vanno in busta paga.


Si tratta degli House benefits che non sono i sempre citati asili nido (i figli crescono e comunque gli impegni familiari non si limitano qui), sono invece buoni-servizi che per alcune figure di alto livello potrebbero incidere addirittura sul 30% dello stipendio (interessanti per le aziende perché su questi valori non costituiscono stipendio e quindi tredicesime, tasse, tfr, etc).
Si tratta di servizi legati alla famiglia e alla casa, baby-sitting, aiuto domestico, preparazione pasti, vacanze per figli durnte il periodo di vacanza scolastica e in generale a forme di flessibilità di orario. Questa forma di outsourcing dei servizi domestici più ripetitivi -lavaggio biancheria, stiro, pulizie pesanti- creerebbe fra l’altro nuove opportunità di occupazione, e consentirebbe di avere più tempo a disposizione per l'attività di cura "creativa", a cominciare dai figli.

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