lunedì 22 giugno 2009

Donne e ITC



Donne cercasi nell’industria europea dell’Ict (Information and Communication Technology). Un settore che, spesso, si ritiene riservato solo agli uomini, ma che in realtà offre opportunità di carriera anche al femminile. E questo nonostante la proporzione di donne laureate in ingegneria o informatica sia ancora molto bassa. A incoraggiare le giovani donne a “uscire dall'ombra e cogliere l'opportunità” è la Commissione europea, che, in occasione dell’8 marzo, ha organizzato una conferenza a Bruxelles per presentare i risultati del progetto pilota di ‘job shadowing’, avviato due anni fa per stimolare l'interesse tra le giovani donne che devono ancora prendere una decisione sul loro futuro professionale. Il progetto offre la possibilità ad alcune giovani di affiancare una professionista affermata nel settore delle Ict durante una tipica giornata di lavoro e nel 2007 ha coinvolto oltre 50 ragazze all'interno di 20 tra le principali imprese del settore in Europa.

Inoltre, quest’anno la Commissione promuoverà un ‘Codice europeo di buone pratiche per le donne nel settore delle Ict’, che si propone di eliminare il fenomeno del graduale abbandono delle carriere scientifiche da parte delle donne e di sfatare alcuni stereotipi riguardanti il lavoro in questo settore. Il codice dovrebbe essere approvato dalle imprese del settore in occasione della giornata della donna 2009. “E’ inaccettabile che in Europa - afferma Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell'informazione e i media - vi sia una carenza di personale qualificato nel settore delle Ict. Se non si troverà un rimedio, la scarsità di ingegneri e informatici finirà per rallentare la crescita economica europea e l'Europa potrebbe rischiare di farsi superare dalla concorrenza asiatica.

E’ necessario superare gli stereotipi che dipingono una carriera nelle Ict come noiosa e troppo tecnica per una donna e, al contrario, bisogna incoraggiare le donne ad affermarsi in questo settore così stimolante, innovativo e complesso”. Il settore delle Ict contribuisce a un quarto della crescita complessiva della Ue e al 4% dell'occupazione, ma registra una carenza di circa 300.000 unità di personale qualificato. E’ estremamente importante quindi, come sottolinea la Commissione, incoraggiare i giovani, donne comprese, a intraprendere una carriera in questo settore. Se non si raggiungesse questo obiettivo, infatti, sarebbe la competitività europea a farne le spese. Nonostante il numero dei laureati in ingegneria sia aumentato considerevolmente in tutti i paesi della Ue-27 (passando da 150.965 persone nel 1998 a 320.950 nel 2004), il tasso di crescita annua sta diminuendo in maniera esponenziale (dal 60% nel 1998 al 10% nel 2004). Una situazione piuttosto simile a quella degli Stati Uniti, paese in cui la percentuale degli studenti del primo anno che indica l'informatica come materia preferita è diminuita dal 4% all'1%, la più bassa dal 1977. E, per le donne, la situazione è ancora più preoccupante. Se, da un lato, la percentuale complessiva di laureate è aumentata in quasi tutta Europa, dall'altro la quota di laureate in ingegneria resta ancora molto bassa (soltanto il 19% nel 2004). In alcuni paesi come l'Austria, il Portogallo e la Polonia, il numero di laureate in informatica è nettamente diminuito dal 1998 al 2005. Le donne, tuttavia, sono sempre più presenti a livello dirigenziale nelle principali imprese del settore Ict, ma restano ancora sottorappresentate. Da un'analisi condotta nell'ottobre del 2007 tra 150 imprese europee nel settore delle telecomunicazioni, è emerso che la percentuale media di donne presenti nei consigli di amministrazione è del 6%. Molto, quindi, resta da fare, avverte la Commissione, per convincere le donne a intraprendere, e a continuare, una carriera nel settore delle Ict.
07/03/2008

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