
Hanno già superato i farmacisti e gli architetti, ma sono in aumento in tutte le professioniIl futuro (ma già il presente in alcuni campi) è donna. Aumenta infatti vorticosamente la presenza femminile fra i professionisti della provincia. Nelle farmacie come nei cantieri, negli studi legali e in quelli medici è sempre più frequente trovare donne. Fra dieci anni - annuncia uno studio del “British Medical Journal” - in Gran Bretagna ci saranno più dottoresse che dottori. La prospettiva è la stessa anche da noi. Da un’indagine effettuata negli ordini professionali risulta infatti che la presenza del “sesso debole” sia in aumento.
La notizia fa gioire Valeria Aizza Olmo, presidente della Fidapa (Federazione italiana donne arte professione affari), movimento di promozione delle attività delle donne. «Sono felice - esulta - ben vengano le donne, speriamo che tutti capiscano quanto valiamo». L’associazione promuove da anni il premio “Donne in carriera”, destinato a chi ha raggiunto traguardi importanti nei lavori tradizionalmente maschili. Il 18 giugno sarà premiata nella Sala Rossa del Comune la soprano Mariella Devia.
All’Ordine dei farmacisti le iscritte sono in salita dagli anni Sessanta. Da anni a indossare il camice bianco sono più donne che uomini. Su un totale di 505 iscritti oggi le donne sono 348, gli uomini 157. Nel 2004 le cifre erano 319 contro 165. «Presumo che a far scegliere a molte donne questa professione siano l’orario abbastanza rigido e la possibilità di ottenere part-time - dichiara Giovanni Zorgno, presidente dell’Ordine dei farmacisti -. Al contrario i laureati maschi in farmacia optano spesso per la professione di informatore scientifico, pesante perché implica molti viaggi in macchina».Anche fra gli architetti il numero delle iscritte all’ordine nel 2008 ha superato quello degli iscritti (336 contro 335) ed è destinato a salire. In questi primi mesi del 2009 otto delle undici iscrizioni sono infatti rosa. «È positivo che aumentino le donne - commenta Fabio Poggio, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia e della Federazione della Liguria -. Non vedo perché debbano esistere differenze legate al sesso. Le donne hanno le stesse capacità degli uomini. È ormai accettata la presenza di un architetto donna in un cantiere, nonostante il contesto sia prevalentemente maschile».Anche all’Ordine dei medici e degli odontoiatri le donne iscritte sono in aumento, ma sono ancora in minoranza: fra i medici 554 sono donne e 1.042 uomini; fra gli odontoiatri 92 donne contro i 237 uomini. Ma la situazione è in evoluzione: da aprile dell’anno scorso si sono iscitti 29 neo laureati, di cui 19 hanno la gonna, mentre fra i giovani odontoiatri iscritti sei sono maschi e due femmine. «Le ragazze si dimostrano migliori dei ragazzi sia ai test di ammissione alla Medicina generale che a quelli post-laurea - afferma Ugo Trucco, presidente dell’Ordine dei medici di Savona -. Da un lavoro presentato in Federazione risulta che nel 2020 la professione diventerà rosa. Molti medici andranno infatti in pensione, mentre fra i giovani dottori prevarranno le donne. Al Consiglio dell’Ordine abbiamo oggi quattro rappresentanti donne su 15, mentre nel precedente ce n’era una sola.
Stiamo cercando di dare le stesse possibilità di carriera. Certo, per aiutare le donne nella professione servono più asili. A livello sociale bisogna creare le strutture necessarie per permettere a una donna di conciliare lavoro a famiglia». «Ormai la figura femminile è molto ben accettata dai pazienti, poiché è ben preparata, sicura, seria e affidabile - continua -. Esistono ancora differenze nelle varie specializzazioni. In urologia, chirurgia e ortopedia le donne sono poche, mentre abbondano nei laboratori di analisi e nella medicina interna e generale».Si tinge sempre più di rosa anche il pianeta dei commercialisti. Come spiega il segretario dell’Ordine, Maurizio Ferro, 20 degli ultimi iscritti sono donne, «nonostante ci sia un calo generale nei confronti della nostra professione, molto faticosa e molto coinvolgente, soprattutto in certi periodi dell’anno».
«La situazione è cambiata nel tempo - racconta Elisa Merengone, revisore dell’Ordine dei commercialisti -. Quando 25 anni fa ho iniziato, le donne erano segretarie, oggi sono professioniste. All’inizio mi è stato utile essere affiancata da un uomo, ma poi non ho mai incontrato difficoltà, non sono mai stata messa in secondo piano per il sesso. Certo, rispetto agli uomini per noi è molto più difficile conciliare lavoro e famiglia». «Senza donne saremmo rovinati - esordisce Marco Gaminara, presidente dell’Ordine degli ingegneri -. Fra i nuovi iscritti la percentuale è del 30% di donne (prevalenti nel settore civile e ambientale) e del 70% di uomini». In totale le iscritte all’Ordine sono 149 su 1.115. «Le donne spesso sono più precise, professionali - continua -. Forse a volte può mancare loro un po’ il senso pratico in cantiere». «Quando nel ’69 ho iniziato la professione eravamo in due - ricorda l’avvocato Angela Accamo -. Oggi siamo tante. Dovevamo conquistarci la fiducia dei clienti, dimostrare di essere capaci. Oggi non è più così». Per il presidente dell’Ordine, l’avvocato Carlo Bertolotto, le avvocatesse sanno farsi rispettare. Ancora poche, invece, le giornaliste. In provincia le profesioniste sono 15 contro 46 maschi, le pubbliciste 54
di S.Mordeglia
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