Sono state 996.853 le studentesse iscritte alle università italiane nell'anno accademico 2007/2008. I maschi sono stati invece 766.262. Le donne, insomma, rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione universitaria, il 56,5 per cento. Eppure, nonostante ciò, guardando ai soli iscritti alle facoltà ad indirizzo scientifico o economico, le donne sono meno degli uomini: 427.783 donne contro i 512.088 maschi.
Il dato appare più interessante se si guarda alle scelte fatte considerando i singoli generi.
Tra le studentesse, solo il 42,9 per cento ha scelto un indirizzo scientifico. Tra i maschi, invece, il trend è esattamente opposto: sono, infatti, il 66,8 per cento degli universitari a scegliere facoltà scientifiche.
Ancora più netta la differenza quando si tratta delle facoltà ad indirizzo umanistico. Qui troviamo ben 569.016 donne (il 69,1 per cento) contro i 254.174 maschi (30,9 per cento). Insomma, le donne continuano a preferire i percorsi di studio umanistici, quelli considerati più "deboli" alla prova del mercato del lavoro.
Rispetto a 9 anni fa la situazione è comunque significativamente cambiata, almeno in termini assoluti. Nell'anno accademico 1998/1999, le donne iscritte a facoltà ad indirizzo scientifico o economico erano 358.453, circa 70 mila in meno. Certo, va specificato che il numero di studentesse complessivamente iscritte all'università è aumentato notevolmente, al pari di quanto avvenuto tra i maschi.
Ragionando ancora più in profondità, ci si accorge, poi, che negli anni è aumentata ancora di più la propensione delle universitarie a scegliere indirizzi umanistici. La percentuale tra le donne di iscritte a facoltà scientifiche era nell'anno accademico '98/'99 pari al 47,8. Anche per i maschi tale propensione è scesa, ma in maniera meno marcata rispetto alle colleghe
copiato da: http://www.arcidonna.org/index.php/osservatorio-di-genere/osservatorio-sociale/donne-formazione-e-occupazione-in-italia.html
mercoledì 8 luglio 2009
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