venerdì 29 maggio 2009

Paternità in ufficio anche se la moglie è casalinga

C’è una bella notizia per i papà lavoratori. Finora avevano diritto ai permessi per allattamento solo in «casi limite»: se il figlio era affidato soltanto al padre; in seguito a morte o grave infermità della madre del bimbo; oppure se la madre lavoratrice non si avvaleva del diritto. La novità è che, dal 12 maggio, i papà possono ottenerli anche se la moglie è casalinga (per informazioni rivolgetevi alla sede Inps più vicina).

COME FUNZIONA- «Le madri o i padri (la fruizione è totalmente a carico del genitore che decide di goderne e non può essere frazionata) hanno diritto a riposi di due ore al giorno se lavorano più di sei ore e di una se hanno un impegno inferiore per accudire e allattare i propri figli durante il primo anno di vita», sintetizza David Trotti del centro studi Aidp Lazio.

Ovviamente si tratta di un diritto che si matura solo quando si lavora. «Chi va in ferie non può accumulare le ore di allattamento di cui non ha goduto», conferma l’esperto. Inoltre, va ricordato che ne possono usufruire solo i lavoratori subordinati, quindi gli assunti a tempo indeterminato e determinato o gli apprendisti.Ciò detto, i permessi per allattamento sono retribuiti normalmente (il tutto è a carico dell’Inps). «Il pagamento dell’ora è quello standard e contiene i ratei di tredicesima e quattordicesima oltre ad assicurare i contributi figurativi per la pensione», sottolinea David Trotti.

Articolo di Iolanda Barera, Corriere della Sera del 29 maggio

Nessun commento:

Posta un commento