
I figli, pur desiderati, sono il principale motivo di uscita dal mercato del lavoro. A moltissime donne quando diventano mamme lavorare non conviene più. Pagare una babysitter o un asilo nido costa, per una lavoratrice a bassa retribuzione, spesso precaria, quasi tutto lo stipendio. Così lascia, subito, senza starci troppo a pensare.
Già nel primo anno di vita del bambino una donna su due non ha un lavoro e neppure ha intenzione di cercarlo. Tutto il contrario di quello che succede al neo papà: contestualmente al primo figlio, infatti, se la propensione delle donne all' occupazione diminuisce drasticamente quella degli uomini aumenta. Infatti il tasso di attività maschile (che comprende sia chi lavora sia chi è in cerca di lavoro) sale dall' 85,6% di chi non ha ancora figli, al 97,7% di chi ne ha appena avuto uno. Il tasso di occupazione vera e propria balza dall' 80,8% al 94,6%.
Per le neo mamme la musica cambia: il tasso di attività scende dal 63 al 50,3, quello di occupazione precipita di nove punti dal 57,2 al 48,4. ...
Se nel primo anno di vita del bambino una donna su due non ha un lavoro (48,4%), dopo la situazione migliora ma di poco. Le mamme tra i 25 e i 44 anni che lavorano, con figli minori di 15 anni, sono appena il 56,2% e, ancora più sorprendente, restano al 56% anche quelle con figli dai 15 anni in su. A conferma del fatto che le donne non rientrano più nel mondo del lavoro. Ne restano definitivamente fuori. Le donne senza figli della stessa fascia di età sono invece molto più «lavoratrici»: il 78,4% ha una occupazione, quasi 8 donne su dieci.
Questo significa, osserva ancora Marco Centra «che una donna che non ha figli riesce ad avvicinarsi molto di più ai livelli occupazionali maschili».
UN FALSO POSITIVO-Quanto alle differenze salariali l' Italia vive un' apparente contraddizione. Lo scarto tra lo stipendio medio di un uomo rispetto alla donna è inferiore rispetto al resto dell' Europa ma, spiega Centra, «il motivo sta nel fatto che le donne italiane che lavorano sono quelle più istruite. Gli stipendi delle più istruite, di contro alla massa delle poco istruite che non lavora per niente, alza la media dello stipendio della donna italiana rispetto al maschio. Ma è un falso positivo, dipende dall' alto livello di disoccupazione delle donne che avrebbero, se lavorassero, una retribuzione medio-bassa».
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